
AMBITI PROFESSIONALI
Il dr. Michele Iannelli è medico, specialista in psicologia clinica, psicoterapeuta, omeopata e floriterapeuta. È docente nei corsi di Omeopatia, Omotossicologia e Floriterapia di Bach organizzati dalla Associazione Italiana di Omotossicologia (AIOT) e dalla Associazione Medica Italiana di Floriterapia (AMIF), di cui è vicepresidente.
Il dr. Michele Iannelli pratica una psicoterapia ed una medicina olistica in cui l’uomo è preso in considerazione nella sua globalità emozionale, esistenziale, bioenergetica e biochimica.
La sua attività psicoterapeutica e di “counseling medico – clinico” è sostanzialmente tesa ad attivare un percorso individuale verso il ben-essere ed una migliore qualità della vita.
Essa viene integrata dall’utilizzo dei Fiori di Bach, dell’Omeopatia Omotossicologica e di integratori nutrizionali naturali che forniscono un forte valore aggiunto e una spinta propulsiva nel percorso verso la Salutogenesi.
Egli ritiene che la salute coincida con un progetto attivo ed individuale di benessere, cioè con l’assumersi in prima persona la responsabilità di sviluppare le proprie capacità per trascorrere un’esistenza il più possibile serena e soddisfacente
Tale impostazione permette di trattare con efficacia “attacchi di panico”, ansia, depressione, disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, ortoressia), disturbi del sonno, problematiche relazionali, patologie psicosomatiche e può essere validamente applicata nell’orientamento scolastico-professionale, per promozione del benessere e dell’autostima e nell’ambito della Sessuologia. Ormai da anni è portavoce ed artefice di questi concetti nella sua pratica terapeutica, nella sua attività di docente dell’Associazione Medica Italiana di Floriterapia di Bach e di Omotossicologia e nelle sue pubblicazione.
Per l’approfondimento di tutti questi concetti si rimanda alle specifiche presentazioni del sito.
PSICOTERAPIA E COUNSELING CLINICO
La Psicoterapia ed il Counseling Clinico sono due modalità di intervento che offrono la possibilità di effettuare un percorso che permetta di ampliare i propri livelli di autoconoscenza, autocoscienza ed autoconsapevolezza al fine di migliorare la qualità della vita della persona.
Vediamo ora come e perché questi concetti sono così importanti per il nostro benessere. Come detto anche in NASCITA, SVILUPPO E PATOGENESI DELLA PERSONA.
Se il processo evolutivo non va per il meglio, il bambino prima e l’adolescente poi e’ costretto, a partire dalle sue “ferite” dell’anima”, a mettere in atto una serie di adattamenti e reazioni; si viene così a costituire quello che possiamo definire “ l’inconscio dinamico”, in antitesi all’autocoscienza. I contenuti di questo inconscio dinamico sono le immagini di sé considerate inconciliabili con le idealizzazioni, le ferite stesse, i conflitti, le modalità rigide di lettura della realtà ma, anche e soprattutto, quell’insieme intricato, complesso e variegato di tattiche e strategie difensive e di sopravvivenza.
Alcuni esempi di questi contenuti e modalità inconsce sono i tentativi di compensazione attraverso irrealistiche autoidealizzazioni, i comportamenti evitanti in ambiti che possono riattivare il dolore delle ferite, la ricerca continua di accettazione da parte degli altri, la rabbia e la distruttività nei confronti di ciò che risuona come frustrazione. Tutto questo nasce, probabilmente, come reazione e difesa nei confronti di situazioni (tra cui quelle di natura edipica) che nell’infanzia sono lette come particolarmente minacciose rispetto alla propria sopravvivenza e che attivano profonde angosce. Si tratta di reazioni e risposte difensive molto articolate da parte di un’organizzazione molto complessa, ma allo stesso tempo con un alto livello di fragilità ed un notevole potenziale di conflittualità.
Maggiore è l’influsso di questi elementi inconsci sulla nostra vita e maggiore sarà la disfunzionalità; essa darà segno di sé attraverso modalità e stili di interazione con la realtà e con se stessi connotati da rigidità, automatismo, disistima, ansia, conflittualità, eccessiva tensione, tristezza, dogmatismo, senso di colpa, stasi, rinuncia, chiusura autarchica e coazione a ripetere in ogni occasione significativa, una sorta di copione sempre uguale. Tutto ciò si concretizza in ultima analisi nello “star male“, poiché l’individuo si allontana dalla “parte” più sana e genuina di sé (quella che Edward Bach, medico gallese, fondatore della Floriterapia definiva “Vero Sé”) e rimane vittima di interferenze ed autointerferenze.
Una stato di squilibrio come quello descritto a lungo andare autointossica e rende particolarmente permeabili alle intossicazioni provenienti dall’esterno, ossida e acidifica, (in un ottica biochimica), diminuisce o addirittura esaurisce la propria capacità di far fronte ed adattarsi agli eventi “stressanti”, altera l’armonia corporea. In ultima analisi possiamo affermare che quanto più l’inconscio è pervasivo tanto più la persona tende ad un “disordine” che riguarda globalmente la sua dinamica Psico-Neuro-Endocrino-Immunologica (PNEI) e, di conseguenza, oltre al disagio e al malessere emotivo, potranno essere presenti patologie somato-psichiche e psico-somatiche.
Tutta questa sintomatologia deve essere considerata non come dei segnali da sopprimere ma come messaggi da comprendere e solo quando essi saranno capiti, elaborati attraverso la Psicoterapia ed il Counseling Clinico ed affrontati attraverso una Medicina Fisio-logica e Bio-logica scompariranno non avendo più ragione di essere.
Il percorso Psicoterapeutico ed il Counseling Clinico operano dunque attraverso specifiche modalità e tecniche al fine restituire il più possibile alla coscienza del paziente le paure, le angosce, i conflitti, le strategie e le tattiche difensive ed i dogmi che il soggetto si è costruito su se stesso e sul mondo e che, quindi, lo portano ad osservare la realtà e ad interagire in modo schematico, rigido ed unilaterale. Occorre restituire alla luce dell’autoconsapevolezza le motivazioni per cui tutto ciò è nato e si è strutturato, le ferite cicatrizzate e quelle ancora aperte e dolenti. Gli aspetti della propria identità ritenuti inaccettabili ed inconciliabili devono essere utilmente integrati e possibilmente trasformati in nuove fonti di energia e di qualità positive. Questo processo di autoconsapevolizzazione, si traduce in un percorso di liberazione, poiché, non solo rende tutto ciò che era “inconscio dinamico” meno pervasivo, ma rende altresì possibile intravedere nuove soluzioni e prospettive esistenziali. Ciò rende possibile una liberazione da antichi steccati e vincoli ma, anche, la riattivazione e lo sblocco di tutto quell’insieme di qualità positive e risorse ipotizzate da Roberto Assagioli (Fondatore della Psicosintesi) come componenti essenziali dell’inconscio superiore. La persona in ultima analisi può così riconquistare parzialmente o interamente quel territorio fertile e fecondo denominato da Edward Bach “Vero sé.” o “Anima”.
Per comprendere la differenza tra Psicoterapia e Counseling Clinico è utile una metafora. La Psicoterapia può essere paragonabile ad una ristrutturazione dell’intera casa, il Counseling Clinico, invece, ad aggiustamenti che riguardano solo una stanza accompagnati magari da qualche abbellimento generale.
Ovviamente, come si arguisce da questo esempio tra Psicoterapia e Counseling clinico, c’è una differenza in tempi, aree di intervento modi ed obiettivi. Entrambe sono da me molto utilmente integrate da Floriterapia di Bach, Omeopatia Omotossicologica, Integrazione nutrizionale e Fitoterapia.